Performance

Venere Riva - Ferretti Group from Vimeo.



VENERERIVA: IL VARO
testi critici di Cesare Cunaccia
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VITTORIA VANGHELIS

La forma espressiva di Vittoria Vanghelis è immediata, e insieme paradossalmente sublimata, sibillina, misterica. Tele dove la superficie pittorica si aggruma, si addensa, si stratifica più per togliere che per aggiungere, contaminazione caotica e segretamente ordinata di elementi e di piani dove Vittoria Vanghelis inizia il confronto, con la corrente alternata e tumultuosa della materia, del colore. Ben presto ci si accorge che l'artista si pone in dialogo diretto con l'energia delle cose, che il suo fare si identifica con una realtà compiuta e significativa che subito sconfina nella vita corrente. Un'analisi reticolare e spasmodica che Vittoria Vanghelis insegue caparbia dilatando i confini ristretti dell'oggetto, spezzando il filo di seta che ne recinge il territorio assodato. L'attenzione, la cura quasi dolorosa e l'ivresse felice che mette in atto quando lavora, tracciano un cammino verso l'inesprimibile, la sola strada possibile al mistero. E solo per allusioni nascoste nelle minute pieghe del reale può manifestarsi il mistero. Davanti alla realtà l'immaginazione indietreggia, si fa piccola piccola fino a sparire. L'attenzione invece, la realtà la penetra impavida, direttamente e come simbolo, divenendo così la forma più legittima, etica e assoluta d'immaginazione. Quella cui allude senz'altro un antico testo d'alchimia, ove si raccomanda di dedicare all'opera la "vera immaginazione e non quella fantastica". L'artista riesce a carpire alla struttura della materia pittorica profondità acquee abissali e spazi edenici, parabole e metafore perdute; suggerisce verdi cattedrali arboree, oscuri mosaici di sentieri dove pulsano lontanissime radiazioni di luce pura, spalanca camere segrete che si rivelano di colpo, sbiancate d'irrealtà, scevre da ipocrisia . "L'arte- afferma Vittoria Vanghelis - è libertà e la libertà suprema consiste nel dare a se stessi la legge del proprio agire". Quando la luce viene a trovarsi in ombra e l'intera ombra si dissolve nella luce, non è più possibile ripensare a come le cose stessero da principio. Nella performance di Vittoria Vanghelis la donna è veicolo di comunicazione, sciamana, portatrice di aneliti e messaggi che in cerchi concentrici, seguendo un filo di pensiero e riflessione, nella liturgia del varo tesse destini, ricompone armonie dissolte, bilancia il dato femminino con il solco maschile.

Il 6 Maggio, divisa in alcuni containers, si intesse un'epifania di eventi pittorici come residue tracce acquee, evocative, emblematiche e imprendibili, come squarci su fondali cinetici e insondabili. Riflessi di luce e colore, spuma atomizzata di onde, volumetria di flutti candidi e opalescenti, alghe intricate e sospetto di vite prepotenti, bianca, blu e porpora regale, giada, turchese e malachite. La performance di Vittoria Vanghelis è la rappresentazione di ciò che è l'essenza dello spirito Riva attraverso idee e interazioni. La relazione sottile e conclamata tra l'abito e l'anima della barca, si esplicita in una trama di dettagli, pennellate, forme, curve nelle tre dimensioni. La fisicità tridimensionale del corpo e dell'abito-scultura, la percezione dei suoni e della luminosità, non riconoscibili nel vissuto quotidiano, delineano un campo di tensione entro il quale si può vivere un'esperienza che riduce il confine tra artista e spettatore. Cose, storie, rituali, il declinarsi della spettacolarità, il knowdledge tecnologico, l'apporto umano- alla performance partecipano 20 operai del cantiere Riva legati alla vicenda costruttiva di 75'Venere- parlano integrandosi fra loro nella complessione di un progetto carico di contenuti etici ed estetici, di idiomi e suggestioni. "Un itinerario- dice, Vittoria Vanghelis- che si conclude con un "buon pensiero" condiviso da tutti coloro che hanno prodotto quest'evento. Tutti insieme ci siamo autotassati in una raccolta fondi in favore dell'associazione Il Volo, che aiuta i giovani affetti da disagi psico-sociali." Il vedere qui diviene percepire grazie a una rete magica di ore, bellezza, flusso narrativo, lavoro, amore. La vera poesia è geroglifica, si può decifrare soltanto in chiave di destino.




IL PENSIERO DI VITTORIA VANGHELIS

L'ARTE E'. L'ARTE DEVE.

L'arte deve dare indicazioni per un miglioramento morale ed essere testimonianza, lontano dall'ipocrisia culturale, nella ricerca del “buon pensiero condiviso”. L' arte è libertà e la libertà suprema consiste nel dare a se stessi la legge del proprio agire, nella decisione autonoma di percorrere la propria strada secondo l' etica. Opero con etica nell' espressione artistica.
Nel pensiero filosofico l' etica è un qualcosa che sorge in contrapposizione agli eventi di decadenza.
Nel “dopo qualcosa c'è sempre qualcos'altro ” è una chiave fondamentale .
Dovere è rilevare la decadenza, il male sociale, ma altrettanto dovere è rivelare che oltre la decadenza c'è la necessità di sorreggere i valori.
L'uomo, a differenza dell'animale, è il luogo del rivelarsi dell'essere, quindi dell' anima.
L'uomo può essere se stesso solo facendo della propria esistenza un progetto ed assumendosene la responsabilità.
Solo allora è autentico. C'è l' autenticità.
Senza progetto e responsabilità non c'è uomo, c'è l' animale, nel senso pregiato dell'istintualità, e pertanto di valore, ma non uomo in quanto tale.
Un fatto artistico si identifica in una realtà compiuta e significativa, che sconfina nella vita corrente, spesso nella provocazione come contrapposizione finalizzata a rompere il muro di opacità del consenso mediatico e del godimento estetico, ma altrettanto si riconosce quando giunge alla realtà compiuta e significativa con la presenza del godimento estetico e del consenso mediatico utilizzati come strumenti espressivi.
Il fatto artistico si impone sia che si tratti di ”provocazione” o “significazione” purchè, relativamente, la provocazione apra la porta dell' inquietudine e la significazione apra la porta del credere.
L' arte ha bisogno di etica e l'etica ha bisogno dell'arte.
Si dice che l'arte non si deve risolvere in politica o religione perché deve dare consistenza a ciò che, nella religione e nella politica, va oltre la loro forma.. andare oltre, superare e, come in un cerchio, si ritorna all'inizio, all'uomo.
E' lì che l'opera deve andare al di là della propria essenza, al di là dell'oggetto opera.
L' arte illumina quando fa sì che ciò che illumina sia fonte della sua luce, così nasce l'integrazione e non c'è differenza fra chi guarda e chi è guardato.
Siamo in un dialogo diretto con l'energia delle cose e la performance è un'alchimia documentata dove il momento temporale, la natura umana e le volontà sono un tutt'uno con le energie che animano le cose.
E' un momento intorno al quale gli elementi, più o meno tangibili, e la materia si evolvono e si trasformano diventando una piattaforma di azione e dialogo, uno strumento rappresentativo per esplorare ed analizzare situazioni psicologiche e fisiche.
L'elemento umano nella performance, qui, la donna, nella sua doppia natura, veste contenuti culturali quanto riferimenti estetici, è veicolo di comunicazione quanto portatrice di messaggi.
Negli aspetti formanti della performance e delle installazioni evidenzio come esiste un' “Arte Etica” che supera e va oltre il banale godimento estetico, di cui la presenza è solo una delle modalità che ci attraversano inducendo l' attività del pensiero alla riflessione.
”Integrare” fa parte del dialogo tra l'uomo e l'uomo, tra l'uomo e le cose, tra le cose e le cose.

Cos'è l' arte integrata?

E' la risultante della fusione di vari elementi per una visione unificata.
La performance rappresenta la barca ma ancora di più cosa è la barca oltre la barca.
L'anima della barca.
La fisicità tridimensionale del corpo e dell'abito scultura, la percezione dei suoni e della luce, non riconoscibili nel vissuto quotidiano, creano un campo di tensione entro cui i fruitori vivono un'acuta esperienza che riduce il confine tra artista e spettatore.
La performance è la rappresentazione di ciò che è l'essenza dello Spirito di Riva attraverso idee e interazioni.
Leggendo tra i pensieri di critici e filosofi riordino in parole, quello che esprimo con la performance e le installazioni nello spazio dei cantieri Riva, nei containers, e nella barca 75' Venere. Cose e uomini dialogano integrandosi tra loro nella significazione di un progetto carico di contenuti in un alchimia che si conclude con un “buon pensiero” condiviso da tutti coloro che hanno prodotto questo evento, tutti insieme ci siamo auto tassati in una raccolta fondi in favore dell'associazione Il Volo che aiuta giovani con disagi psicosociali.

L'arte è. L'arte deve.

Vittoria Vanghelis


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